Come uscire dalla crisi è una domanda che tutti ci poniamo prima o poi — che si tratti di una crisi economica, esistenziale, lavorativa o di coppia. Il primo passo è recuperare il significato originario del termine: la parola crisi deriva dal verbo greco Krino, che significa separare. La crisi è il momento di mezzo tra un prima e un dopo — l’istante in cui un equilibrio si spezza e si apre la possibilità di un cambiamento.

La crisi come momento di passaggio
Siamo abituati a concepire la crisi come qualcosa di esclusivamente negativo. Ma una crisi può essere anche un momento di transizione da qualcosa di meno soddisfacente a qualcosa di migliore. Senza la crisi del pensiero che fu la Rivoluzione Scientifica, non avremmo le scoperte che oggi diamo per scontate. La crisi è una rottura — e ogni rottura apre uno spazio nuovo.
Capire come uscire dalla crisi significa prima di tutto smettere di combatterla come se fosse un nemico, e iniziare a usarla come una leva.
6 strategie concrete per uscire dalla crisi
- Studiare il problema e scomporlo in parti piccole. Fermarsi a guardare con obiettività cosa sta accadendo. Prendere in considerazione i fatti concreti, alleggerendoli dalla parte ipotetica e immaginaria. Invece di spingere lo sguardo troppo avanti, parlare di domani anziché di futuro. Spezzettare i problemi macroscopici in parti analizzabili singolarmente, così da capire dove si può agire concretamente.
- Accettare il cambiamento invece di avversarlo. Se il cambiamento è inevitabile, continuare a resistere significa sprecare energia e peggiorare il proprio stato emotivo. Usare il pensiero critico significa capire che, a volte, la cosa più utile è accogliere la crisi con tutti i cambiamenti che porta.
- Pianificare nuovi obiettivi. La crisi è un momento di rottura, non necessariamente negativa. A volte ci troviamo in uno stallo che non avremmo affrontato senza una spinta esterna. Sfruttare la crisi per pianificare obiettivi nuovi (più coerenti con chi si è diventati), è una delle mosse più efficaci.
- Imparare a rimpiazzare i pensieri negativi. Uscire da un momento di crisi significa anche saper gestire il dialogo interno. Frenare i pensieri quando volgono tutti al pessimismo. Nutrire ricordi di momenti in cui si sono superate difficoltà. Allenare un’immaginazione che aiuti a capire dove si vorrebbe e potrebbe essere, senza trasformarsi in un sogno irrealizzabile.
- Ritrovare e coltivare le relazioni positive. La vita è troppo breve per coltivare relazioni con persone negative, pessimiste, che frenano invece di sostenere. Chi individua puntualmente gli ostacoli senza vedere le possibili conquiste spesso non ha il coraggio di osare e cerca conferme nel rendere gli altri altrettanto fermi.
- Darsi tempo e procedere per piccoli passi. Prendere la vita a piccole dosi, i problemi uno per volta, dedicandosi prima a quelli risolvibili. Rendersi conto di essere in grado di gestire le novità è già di per sé un motore per ritrovare la voglia di agire.
Come uscire dalla crisi esistenziale
Le crisi esistenziali attraversano tanti momenti della vita: la crescita, i grandi cambiamenti, i momenti di stasi o di difficoltà. Crescere comporta responsabilità nuove. Realizzare i propri sogni può portare a battute d’arresto inaspettate. Perdere il lavoro può far sembrare il futuro un vicolo cieco.
In momenti come questi, la cosa più utile è fermarsi, recuperare il controllo e ritrovare un pensiero razionale. Fare piazza pulita dai luoghi comuni che alimentano i pensieri negativi. La crisi è un momento di passaggio — e come tale, in qualche modo, porta sulla sua riva opposta. Sta a noi scegliere di arrivarci senza lasciarci trattenere dallo spazio intermedio.
Di fronte a una crisi esistenziale occorre lavorare per placare le paure fuori controllo, rimpiazzare i pensieri poco proficui e costruire o ricostruire, una stabilità nuova. Condividere i propri pensieri con persone fidate aiuta a ridimensionare ciò che sembra insormontabile.
Come uscirne nello studio e sul lavoro
Non è insolito attraversare momenti di crisi nel percorso di studi o nella vita lavorativa, per ragioni indipendenti dalla propria volontà o perché si smette di essere soddisfatti delle scelte fatte.
Se la crisi non dipende da noi, si può scegliere di viverla giorno dopo giorno o decidere di apportare un cambiamento, non senza aver preso tempo per valutare pro e contro. Se la crisi dipende dalla perdita di soddisfazione, la scelta è tra andare avanti comunque o cogliere la crisi come opportunità di cambiamento.
L’esperienza maturata in un percorso non si perde mai. Cambiare direzione non significa ricominciare da zero, significa portare con sé quanto si è imparato, in un contesto nuovo. Una potenziale difficoltà non dovrebbe essere un limite nel raggiungimento di un obiettivo che conta davvero. A volte capire come uscire dalla crisi significa semplicemente avere il coraggio di fare una scelta.
Come uscire dalla crisi di coppia
Anche la relazione più solida può attraversare momenti di crisi: cambiamenti esterni o interni a uno o entrambi i partner che rendono difficile ritrovare quello che c’era prima.
Lasciare che le cose vadano da sole, senza cercare di capire il proprio partner, può essere un errore. Se il problema è esterno, affrontarlo insieme è la strada. Se la crisi dipende dal cambiamento di uno dei due partner, confrontarsi è fondamentale con la mente aperta e la disponibilità ad accogliersi vicendevolmente.
A volte la crisi comporta un cambiamento definitivo. Le difficoltà sono la misura dell’amore e della solidità di un legame. Accettare che una storia possa finire è più onesto che imporsi una situazione che non si riesce ad accettare.
Il Coaching come strumento per uscire dalla crisi
Il Coaching può essere un valido alleato nei momenti di crisi. Un Coach professionista aiuta a sviluppare una visione più nitida e obiettiva della situazione, fornisce strumenti per affrontare il cambiamento e aiuta a scoprire nuovi punti di vista attraverso il pensiero laterale.
Se la crisi contempla un cambiamento, il Coaching insegna a pianificare obiettivi concreti e a costruire un piano di azione che permetta di non perdersi strada facendo. Parlare con un professionista è spesso il primo passo per ridimensionare ciò che chiamiamo crisi e trasformare quel momento di separazione tra prima e dopo in una molla per andare avanti.
La sola vera crisi è quella sulla quale non applichiamo la nostra volontà.
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Domande frequenti su come uscire dalla crisi
Come si esce da un periodo di crisi?
Si esce da un periodo di crisi attraverso sei passi fondamentali: scomporre il problema in parti gestibili, accettare il cambiamento invece di resistere, pianificare nuovi obiettivi, gestire il dialogo interno rimpiazzando i pensieri negativi, coltivare le relazioni positive e darsi tempo procedendo per piccoli passi. La crisi è un momento di passaggio — non uno stato permanente.
Come uscire da una crisi esistenziale?
Di fronte a una crisi esistenziale occorre fermarsi, recuperare il controllo e ritrovare un pensiero razionale. Fare piazza pulita dai luoghi comuni che alimentano i pensieri negativi. Condividere i propri pensieri con persone fidate aiuta a ridimensionare ciò che sembra insormontabile. Il Coaching professionale può offrire strumenti concreti per sviluppare una visione più chiara della situazione.
Come uscire da una crisi di coppia?
Affrontare la crisi di coppia richiede confronto aperto, disponibilità reciproca ad ascoltarsi e mente aperta verso il cambiamento. Se la crisi dipende da fattori esterni, affrontarla insieme è la strada. Se dipende dal cambiamento di uno dei partner, confrontarsi è fondamentale. Lasciare che le cose vadano da sole, senza cercare di capirsi, è spesso il modo più rapido per allontanarsi.
Come può aiutare il Coaching in un momento di crisi?
Un Coach professionista aiuta a sviluppare una visione più nitida e obiettiva della situazione, fornisce strumenti per affrontare il cambiamento e supporta la pianificazione di obiettivi concreti. Aiuta a esplorare nuovi punti di vista e a costruire un piano di azione strutturato. Non sostituisce il supporto psicologico clinico — si rivolge a chi sta bene e vuole migliorare la propria capacità di gestire i cambiamenti.
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