Chiedersi perché in Italia non esiste una norma sulle competenze del Coach è assai importante. Nel nostro Paese, il servizio di Coaching ha una norma tecnica che lo disciplina, la UNI 11601. Le competenze del Coach, invece, non ne hanno nessuna. Non è una svista, non è un ritardo burocratico: è l’esito di una storia precisa, fatta di tavoli tecnici, interessi contrapposti e una decisione che ha lasciato un vuoto ancora oggi aperto. Capire perché quella norma non esiste è essenziale per comprendere lo stato reale della professione.
Chi scrive
Questa ricostruzione è a cura di Angelo Bonacci, fondatore e direttore didattico di Prometeo Coaching, che ha preso parte ai lavori del tavolo tecnico UNI per la Norma 11601, sia nella prima stesura del 2015 sia nell’aggiornamento del 2024.

Norma sul servizio e norma sulle competenze del Coach: due cose diverse
Per capire il vuoto bisogna distinguere due cose che spesso vengono confuse. Una norma tecnica può disciplinare il servizio, cioè come deve essere erogato il Coaching, con quali fasi, ruoli e responsabilità. Oppure può disciplinare le competenze del professionista, cioè cosa deve saper fare un Coach per essere considerato tale.
La UNI 11601, nelle sue edizioni del 2015 e del 2024, riguarda il primo aspetto: il servizio. Lo dichiara la norma stessa, che specifica di non definire le competenze dei professionisti Coach. È uno standard sul cosa deve essere il servizio, non sul chi lo eroga.
Per il quadro completo di cosa definisce la norma sul servizio: UNI 11601:2024, definizione, caratteristiche e requisiti del servizio di Coaching.
La norma sulle competenze che non è mai nata
Accanto alla norma sul servizio, era in lavorazione presso l’UNI un secondo processo di normazione, dedicato proprio alle competenze professionali del Coach e alla figura affine del Counsellor. Se fosse arrivato a compimento, avrebbe fornito uno standard nazionale per stabilire quali competenze definiscono un Coach, aprendo la strada a una certificazione del professionista, non solo del servizio.
Quel processo non è arrivato a compimento. È stato interrotto.
Cosa è successo nel 2021
Nel novembre 2021 i processi di normazione UNI per il riconoscimento dei titoli professionali di Counsellor e di Coach sono stati chiusi con delibera del Comitato Centrale Tecnico UNI. La ragione è stata dichiarata pubblicamente dallo stesso Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che ha comunicato come la chiusura sia avvenuta a seguito della propria ferma opposizione.
Nel comunicato, l’Ordine spiega di essersi opposto formalmente, a partire dal 2020, a qualsiasi formulazione delle attività, competenze e abilità previste per le professioni di Counsellor e Coach, e motiva questa posizione con la tutela della salute dei cittadini. UNI, di fronte all’impossibilità di conciliare le divergenze tra le associazioni del settore e l’Ordine professionale, ha sospeso i lavori.
Questo è il fatto, documentato dalla fonte stessa che lo ha promosso. Non è una ricostruzione di parte: è la cronaca di una decisione ufficiale.
Perché manca una norma sulle competenze del Coach: le conseguenze
La conseguenza è che oggi, in Italia, esiste uno standard su come deve essere erogato il servizio di Coaching, ma non esiste uno standard nazionale che definisca le competenze di chi lo eroga. In pratica, il servizio è normato, il professionista no.
Per chi si avvicina alla professione questo significa una cosa concreta: non esiste un riferimento normativo pubblico che stabilisca cosa deve saper fare un Coach. Il compito di garantire la qualità delle competenze ricade interamente sulla formazione e sulle Associazioni di Categoria che, ai sensi della Legge 4/2013, rilasciano l’attestato di qualifica professionale.
È un vuoto che rende ancora più importante saper valutare una scuola. In assenza di uno standard nazionale sulle competenze, l’unico modo per orientarsi è verificare la coerenza della formazione con lo standard sul servizio, la presenza di pratica supervisionata, e il riferimento a un’associazione riconosciuta. Su cosa comporta tutto questo nella scelta della formazione: Formazione al Coaching e Norma UNI 11601:2024, cosa nessuno ti dice.
Una storia ancora aperta
La vicenda della norma sulle competenze non è archiviata. Il tema resta oggetto di discussione tra le parti coinvolte nella normazione del Coaching in Italia, e i processi su questo fronte sono per loro natura soggetti a evoluzione nel tempo. Il confronto tra chi rappresenta la professione del Coaching e chi presidia l’area della salute non si è concluso con la chiusura del 2021: è una questione di equilibri tra professioni che continua a definirsi.
Comprendere questa storia significa capire perché il Coaching italiano si trova nella condizione attuale: una professione con un servizio normato, un riconoscimento possibile attraverso la Legge 4/2013, ma ancora priva di uno standard pubblico sulle competenze. Sapere da dove nasce questo vuoto è il primo passo per orientarsi con lucidità.
Una formazione che colma il vuoto sulle competenze
Dove manca uno standard nazionale sulle competenze, contano la qualità della formazione e la verificabilità del percorso. Prometeo Coaching forma Coach Professionisti dal 1997 con un percorso riconosciuto A.Co.I. ai sensi della Legge 4/2013 e coerente con la Norma Tecnica UNI 11601:2024, con pratica supervisionata e attestato di qualifica professionale.
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Domande frequenti sulla norma delle competenze del Coach
Esiste una norma UNI sulle competenze del Coach?
No. In Italia esiste la Norma UNI 11601 che disciplina il servizio di Coaching, ma non esiste una norma tecnica che definisca le competenze del professionista Coach. La stessa UNI 11601 dichiara di non definire le competenze dei Coach. Un processo di normazione dedicato alle competenze era in lavorazione ma e stato interrotto nel 2021.
Perche la norma sulle competenze del Coach non e stata fatta?
Il processo di normazione UNI sulle competenze di Coach e Counsellor e stato chiuso nel novembre 2021 con delibera del Comitato Centrale Tecnico UNI. Come comunicato pubblicamente dallo stesso Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la chiusura e avvenuta a seguito della sua ferma opposizione, motivata con la tutela della salute dei cittadini. UNI ha preso atto dell’impossibilita di conciliare le divergenze tra le parti.
Che differenza c’e tra norma sul servizio e norma sulle competenze?
La norma sul servizio, come la UNI 11601, definisce come deve essere erogato il Coaching: fasi, ruoli, responsabilita, patto di Coaching. La norma sulle competenze, che in Italia non esiste, definirebbe invece cosa deve saper fare un Coach per essere considerato tale. La prima riguarda il servizio, la seconda riguarderebbe il professionista.
Come si valuta la competenza di un Coach senza una norma dedicata?
In assenza di uno standard nazionale sulle competenze, la garanzia ricade sulla qualita della formazione e sulle Associazioni di Categoria riconosciute ai sensi della Legge 4/2013, che rilasciano l’attestato di qualifica professionale. I criteri concreti da verificare sono la coerenza della formazione con lo standard sul servizio, la pratica supervisionata e il riferimento associativo verificabile.
Tag: formazione coaching, Legge 4/2013, UNI 11601




















