Questa mattina mi sono svegliata con una gran voglia di silenzio. Di volermi allontanare dai rumori della vita quotidiana, dal vociare, dalle critiche, dai giudizi, dai paroloni di chi la sa lunga. Perché nel silenzio riusciamo a fare una cosa che nell’era dei media, del bombardamento di notizie e del caos, abbiamo smarrito: ascoltare.
Il silenzio come forma di ascolto
Ed è proprio l’ascolto uno dei pilastri su cui si fonda il Coaching: l’ascolto di chi si ha di fronte, l’ascolto del suo punto di vista, l’ascolto delle sue e delle nostre emozioni. L’emozione non ha voce, non può essere espressa a parole. L’emozione si può solo sentire, con il cuore, con l’anima, nel silenzio della nostra interiorità.
È grazie al silenzio che possiamo percepire la realtà così com’è, senza interpretazioni o manipolazioni. Nel silenzio possiamo cogliere aspetti della vita di cui ignoravamo l’esistenza, possiamo accorgerci di cose che non avevamo mai notato: lo sguardo di una persona, il sorriso di un bambino, il volo di una farfalla.

Stare in silenzio: una pratica quotidiana
In questi anni ho imparato a ricavarmi dei momenti della giornata in cui stare in silenzio: rimango in ascolto, ad ascoltare chi mi parla. Cerco di comprenderne le motivazioni, osservo la realtà con occhi nuovi, ascolto la voce del mio cuore, comprendo cosa mi dicono le emozioni. Stando in silenzio, lascio spazio alla mia voce interiore, alla parte di me più in contatto con sensazioni ed emozioni, con intuizioni e illuminazioni.
Il silenzio è una forma di rispetto, di accoglienza, di amore, di educazione verso gli altri. Non coprire i discorsi delle persone con le proprie parole, non rovinare certi momenti con la razionalità del linguaggio: semplicemente godersi le emozioni.
Il silenzio nella tradizione e nella scienza
Gli indiani d’America fondavano tutta la loro cultura sul silenzio, perché solo così la vita poteva comunicare con loro. Insegnavano ai bambini a restare seduti immobili e a divertirsi lo stesso: sviluppare l’olfatto, guardare dove apparentemente non c’era nulla da osservare, ascoltare dove sembrava ci fosse solo silenzio. Gli antropologi hanno scoperto che i Navajo giudicavano aggressivi e irrispettosi i bianchi “che parlavano ad alta voce anche quando non avevano niente da dire”.
Einstein osservava che “la mente intuitiva è un dono sacro, la mente razionale è un fedele servo. Noi viviamo in una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”. Quante volte la soluzione di un problema arriva solo dopo aver smesso di pensarci? Smettendo di analizzare ogni aspetto in modo razionale, si accede alla parte intuitiva che ognuno porta dentro di sé.
La ricerca del Mindful.org sulla neuroscienza del silenzio ha documentato come i momenti di silenzio attivino la corteccia prefrontale, migliorando la capacità di riflessione e di presa di decisioni.
Come coltivarlo nella vita quotidiana
Quando è possibile conviene rifugiarsi nella natura, fare passeggiate, trovare posti in cui è più facile rilassarsi. Ma si può stare in silenzio e in ascolto anche nel bel mezzo dei rumori della vita quotidiana: il silenzio è prima di tutto una condizione interiore.
Alcune pratiche concrete: sospendere ogni tanto discorsi e ragionamenti per stare semplicemente in ascolto di ciò che gli altri hanno da dire; osservare la realtà senza interpretarla immediatamente; sospendere giudizi e preconcetti. Ricavarsi dei momenti per ascoltare ciò che la vita ha da dire.
Per approfondire il tema dell’ascolto nel Coaching: Ascolto attivo: cos’è e come si pratica.
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Perche’ il silenzio e’ importante per il benessere?
Il silenzio permette di accedere alla parte intuitiva e emotiva che il rumore quotidiano tende a coprire. Nel silenzio si percepisce la realta’ senza interpretazioni immediate, si ascoltano le proprie emozioni e si lascia spazio alla voce interiore. La ricerca neuroscientifica ha documentato come i momenti di silenzio attivino la corteccia prefrontale, migliorando la capacita’ di riflessione e di presa di decisioni. Nel Coaching, il silenzio e’ uno strumento professionale: il Coach usa il silenzio per lasciare spazio al Cliente, senza riempire ogni pausa con parole.
Qual e’ il legame tra silenzio e ascolto attivo?
Il silenzio e’ la condizione che rende possibile l’ascolto attivo. Ascoltare davvero l’altra persona significa sospendere il proprio flusso di pensieri, giudizi e risposte preparate, e restare presenti a cio’ che l’altro sta comunicando, anche attraverso cio’ che non dice. Nel Coaching l’ascolto attivo e’ una competenza fondamentale: il Coach ascolta non solo le parole, ma il tono, le pause, le emozioni sottostanti. Questo tipo di ascolto e’ possibile solo in un clima di silenzio interiore.
Come si pratica il silenzio nella vita quotidiana?
Non serve la meditazione formale o il ritiro in natura, anche se entrambi aiutano. Si puo’ praticare il silenzio interiore sospendendo per qualche minuto discorsi e ragionamenti, osservando la realta’ senza interpretarla immediatamente, ascoltando chi parla senza preparare la risposta mentre parla. Si possono ricavare momenti brevi durante la giornata: durante una pausa, in un tragitto, nei primi minuti del mattino. Il silenzio e’ prima di tutto una condizione interiore, non una questione di assenza di rumore esterno.
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