Abraham Maslow fu uno dei principali esponenti della psicologia umanistica. Divenne noto per aver ideato la famosa Piramide dei bisogni di Maslow, uno dei modelli teorici più citati in psicologia, management e Coaching professionale.

Abraham Maslow: biografia
Nato il 1° aprile 1908 a New York e cresciuto a Brooklyn, Abraham Maslow morì nell’agosto del 1970 in California. Trascorse buona parte della propria giovinezza lontano dai genitori — il padre, un ebreo immigrato negli Stati Uniti, era rude e alcolizzato; la madre era una donna instabile mentalmente, tanto che lui stesso l’avrebbe definita schizofrenica.
Terminati gli studi presso la High School Boys di Bedford-Stuyvesant, avrebbe voluto iscriversi alla Cornell University, ma i voti scarsi lo costrinsero a ripiegare sul City College di New York. Successivamente iniziò a frequentare i corsi serali presso la Brooklyn Law School. Il padre avrebbe voluto che diventasse un avvocato, ma durante una discussione sulla proprietà privata Maslow si rese conto di non voler fare parte di quel mondo.
Riuscito infine a trasferirsi alla Cornell University con una borsa di studio in Agraria, non fu accolto come avrebbe voluto a causa delle sue origini, cosa che gli causò grande risentimento. Tornò quindi al City College.
Le origini del pensiero: da Watson a Adler
A indirizzarlo verso l’ambito in cui si sarebbe segnalato fu l’opera del darwinista sociale William Graham Sumner, Folkways. Ulteriore orientamento gli venne dalla Psicologia Comportamentista e dal lavoro del suo fondatore John B. Watson, il quale cercò di dimostrare come lo stimolo-risposta osservato nei cani di Pavlov fosse individuabile anche negli esseri umani.
Maslow si iscrisse alla University of Wisconsin e trovò il modo di portare avanti i suoi interessi. L’osservazione delle scimmie suscitò il suo interesse: notò che la fame, negli animali antropomorfi, non si limitava al bisogno fisiologico ma si spingeva verso la ricerca di cibi prelibati. Ulteriori ricerche sul comportamento delle scimmie dominanti lo portarono a riprendere la tesi di Alfred Adler, affermando che anche negli esseri umani certi comportamenti hanno a che fare con la gestione del potere.
Il concetto di autorealizzazione
Tra i suoi insegnanti, Maslow ebbe uomini del calibro di Erich Fromm e Kurt Goldstein. Fu proprio Goldstein a coniare il termine autorealizzazione: secondo lui ogni organismo tende al fine per il quale è stato creato.
Furono gli studi dello psicologo sociale Wertheimer e dell’antropologa Benedict a suggerire a Maslow un modello di autorealizzazione dell’essere umano. L’intenzione di Maslow era riuscire dove altri avevano fallito — dare una definizione scientifica di ciò che l’essere umano è e di ciò che può diventare.
Maslow scoprì che quasi tutti i Piedi Neri del Nord dimostravano una rara sicurezza emotiva, e riconduceva questa caratteristica alle responsabilità personali inculcate loro sin dall’infanzia. Decise quindi di spingersi verso un ideale universale, alla cui base era il relativismo culturale.
La Piramide dei bisogni di Maslow
Nel 1943, nell’opera Teoria della motivazione umana, Maslow descrisse come esista un bisogno umano che esige di essere soddisfatto una volta che sono stati soddisfatti i bisogni primari — cibo, sicurezza, casa, sesso, amore, autostima. Raffigurò questa gerarchia nella celebre Piramide dei bisogni.
Alla base della Piramide compaiono i bisogni fisiologici. Soddisfatti questi, l’individuo può ambire a soddisfare bisogni di livello superiore: sicurezza, affetto, stima, fino al bisogno più alto — quello di autorealizzazione.
Maslow sosteneva che ogni essere umano deve poter realizzarsi nella direzione verso cui anela. Un musicista deve fare musica, un poeta deve scrivere poesie. Solo così può sentirsi in pace con se stesso. Un uomo deve essere ciò che può essere, deve seguire la propria natura e diventare tutto ciò che è capace di diventare.
Maslow e il mondo del lavoro
Per quanto stimasse Freud, Maslow se ne discostava su punti fondamentali — soprattutto nella fiducia negli individui e nella capacità che ciascuno ha di liberarsi dalle proprie limitazioni. L’inconscio non è solo un calderone di aspetti distruttivi e non si può negare la possibilità dell’essere umano di superare se stesso.
Nel 1962 Maslow ebbe la possibilità di lavorare nella società di Andrew Kay, rimasto impressionato dalle sue teorie sulla motivazione. L’esperienza come psicologo del lavoro lo aiutò ad approfondire l’intuizione secondo cui è proprio sul lavoro che vanno ricercati i cambiamenti dell’individuo. Da questa esperienza nacque l’opera Eupsychian Management.
L’influenza di Abraham Maslow sul Coaching professionale
Il pensiero di Abraham Maslow rappresenta una delle basi teoriche del Coaching professionale e della psicologia umanistica applicata allo sviluppo personale e professionale. Il concetto di autorealizzazione — diventare tutto ciò che si è capaci di diventare — è coerente con la visione del Coaching come processo orientato al potenziale della persona, non al deficit.
La Teoria dell’Autodeterminazione di Deci e Ryan, sviluppata decenni dopo, riprende e approfondisce molti dei concetti masloviani sulla motivazione intrinseca. Anche la psicologia positiva di Seligman si inserisce in questa tradizione umanistica.
Ogni persona, secondo Maslow, dovrebbe essere messa in condizione di emergere e sentirsi soddisfatta del proprio lavoro. Qualunque lavoro svolto con maestria possiede dignità. È questa visione ottimistica dell’essere umano che alimenta il metodo del Coaching professionale italiano, disciplinato dalla Legge 14 gennaio 2013 n. 4 e allineato alla Norma Tecnica UNI 11601:2024.
Per approfondire il percorso formativo: come diventare Coach Professionista in Italia. Per un riferimento accademico sul pensiero di Maslow: American Psychological Association — Personality.
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FAQ – Abraham Maslow
Chi era Abraham Maslow?
Abraham Maslow (1908-1970) e’ stato uno psicologo statunitense considerato il principale esponente della psicologia umanistica. E’ noto soprattutto per aver ideato la Piramide dei bisogni, un modello gerarchico della motivazione umana che culmina nel concetto di autorealizzazione.
Cosa dice la teoria di Maslow?
La teoria di Maslow afferma che i bisogni umani sono organizzati gerarchicamente: prima vanno soddisfatti i bisogni fisiologici, poi quelli di sicurezza, affetto, stima e infine autorealizzazione. Solo quando i bisogni di livello inferiore sono soddisfatti la persona puo’ aspirare a quelli superiori.
Quali sono i 5 bisogni primari di Maslow?
I cinque livelli della Piramide di Maslow sono: bisogni fisiologici (cibo, acqua, sonno), bisogni di sicurezza, bisogni di appartenenza e affetto, bisogni di stima e riconoscimento, bisogno di autorealizzazione.
Qual è il legame tra Maslow e il Coaching?
Il pensiero di Maslow rappresenta una delle basi teoriche del Coaching professionale. Il concetto di autorealizzazione — diventare tutto cio’ che si e’ capaci di diventare — e’ coerente con la visione del Coaching come processo orientato al potenziale della persona. La psicologia umanistica di Maslow ha influenzato la Teoria dell’Autodeterminazione e la psicologia positiva, entrambe centrali nel Coaching moderno.
Perché la piramide di Maslow è stata criticata?
La piramide di Maslow e’ stata criticata perche’ la sequenza gerarchica rigida non sempre corrisponde alla realta’: in molte culture le persone perseguono l’autorealizzazione anche in assenza di sicurezza materiale. Nonostante le critiche, il modello rimane uno dei piu’ citati in psicologia, management e formazione professionale.
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