Il Coaching migliora la qualità della tua vita!
Ciao a tutti!
In questi ultimi tempi certamente vi sarete accorti che assieme ad Andrea Oriana stiamo scrivendo parecchi post sullo Sport Coaching; stiamo preparando un’edizione veramente straordinaria attinente la Scuola di Sport Coaching prevista per il prossimo febbraio a Milano.
D’altra parte occorre subito precisare che possono stare tranquilli anche coloro che non amano particolarmente l’argomento Sport: non abbiamo cambiato linea editoriale al Blog e dopo le brevi vacanze estive (e le Olimpiadi) arriveranno tante novità e tanti nuovi post su argomenti diversi.
Con il mio amico Andrea spesso ripensiamo con piacere, ma anche con una punta di nostalgia, ai nostri trascorsi sportivi. Ci capita di condividere, quasi sempre, le tante osservazioni e valutazioni, siano esse positive o negative, sul mondo dello Sport; e le Olimpiadi sono infatti lo spunto eccezionale per le nostre lunghe chiacchierate di Coaching Sportivo.
In fondo Andrea ed io, a livello sportivo, siamo “cugini”: lui con la pratica del nuoto ed io in quella della pallanuoto. Non siamo accomunati dagli stessi risultati (lui è stato veramente un Top-Atleta), ma alla fine, come più volte abbiamo convenuto, ciò che conta è capirsi, parlare lo stesso linguaggio e aver vissuto un’esperienza di piena abnegazione per lo sport agonistico.
Stando al numero di contatti e di mail che riceviamo quotidianamente, siamo in grado di interpretare che intorno all’argomento Coaching Sportivo c’è un fortissimo interesse. Sarà l’effetto relax-estivo? Oppure tutto deriva da queste incredibili Olimpiadi? Fatto sta che siete centinaia e la cosa ci fa veramente molto piacere.
Andrea, come amico e collega, riesce a far rinascere in me un autentico sentimento agonistico che forse era solamente sopito: dopo tanta esperienza maturata “sul campo”, siamo oramai persuasi che un atleta cresce come un atleta, pensa come un atleta e continua ad esserlo per tutta la sua vita.
Probabilmente la competizione continua e la volontà di migliorarsi tutti i giorni trasformano in maniera indelebile il carattere di una persona.
Ieri, ragionando su cosa avremmo potuto offrire ai nostri lettori per rimanere in tema di Sport Coaching, ho pensato che sarebbe stato bello ed interessante fare un’intervista ad Andrea Oriana al di fuori e senza i soliti riflettori.
E’ d’obbligo premettere “…infondo tu hai fatto tutte le esperienze: sei un Coach Professionista, sei stato 15 volte Campione Italiano e hai partecipato alle Olimpiadi…” e quindi non possiamo farci scappare questa occasione.
Tra l’altro chi conosce Andrea lo può affermare senza tema di smentita: lui è un “atleta d’attacco”, non si sottrae mai, e quindi ecco a voi l’intervista.

Andrea hai rappresentato l’Italia alla Olimpiadi di Atlanta ’96, i Giochi della XXVI Olimpiade, che effetto ti fa essere uno spettatore di questo grande evento sportivo?
Il ricordo di Atlanta ‘96 è sempre vivo dentro di me. L’Olimpiade è una gara a se, un palcoscenico di proporzioni gigantesche dove occorre anche gareggiare con le proprie motivazioni e le proprie emozioni. Le Olimpiadi hanno segnato il coronamento della mia carriera, un sogno, un traguardo che avevo sin da bambino e per il quale non ho mai smesso di lottare anche nei momenti più difficili. Alla fine ci sono riuscito ed è stata la più grande soddisfazione della mia vita. Ho un ricordo bellissimo di Atlanta: è stata una esperienza incredibile.
Nella tua vita dopo aver raggiunto qualcosa di importante hai sempre scommesso su nuovi obiettivi. Oggi ti occupi di Sport Coaching: puoi raccontarci che svolta ha preso la tua vita?
Dopo aver partecipato alle Olimpiadi ho sempre cercato nuovi stimoli che mi dessero la possibilità di competere nella vita di tutti i giorni. Con il Coaching ho avuto la grande chance di rimettermi in gioco, sfruttando al meglio tutto quello che ho imparato dallo Sport. Quando un atleta mi parla di obiettivi, di successo e di sacrifici io credo di sapere a cosa si riferisce perché tutte queste cose hanno fatto parte della mia vita per tantissimi anni. Oggi sono diventato solo più consapevole; consapevole che esiste un metodo e una tecnica che può aiutare moltissimo un atleta: il Coaching e l’allenamento mentale.
Hai parlato di Potenzialità, come sei riuscito a svilupparle nel Coaching e nello Sport?
Praticando uno Sport impari ad affinare un talento e una dote: la coltivi, la migliori; la vittoria è il risultato, il premio per aver svolto un buon lavoro. Con il Coaching ho fatto due grandi scoperte: la prima è stata quella di avere tante potenzialità da mettere al servizio degli altri. La seconda di poter essere un “alleato esperto”. Aver vissuto nel mondo dello sport agonistico mi permette di utilizzare meglio il Coaching e di ascoltare profondamente il mio cliente.
Coaching e Sport ad alto livello si possono coniugare?
Devono farlo! Sono convinto che il Coaching possa essere il punto di svolta per il futuro dello Sport italiano e internazionale. I campioni del futuro emergeranno per una migliore attitudine alla concentrazione, per una maggiore motivazione e soprattutto per una maggiore capacità di esplorare e allenare le potenzialità nascoste. I Giochi Olimpici stanno dimostrando che alcune nazioni sono più pronte di noi sotto l’aspetto della preparazione mentale.
Tra le gare di questi primi giorni di Olimpiadi ritieni che qualche campione abbia utilizzato tecniche di Coaching?
dopo queste prime giornate potrei fare 3 esempi interessanti: l’arciere semi-cieco coreano Im Dong-Hyun capace di stabilire il record Olimpico nonostante il suo handicap. La cinese Ye che, con una chiusura straordinaria ha battuto di oltre 1 secondo il record del mondo dei 400 misti. Federica Pellegrini che, nonostante la sua non perfetta gara dei 400 stile libero, ha saputo ha saputo riprendersi come una vera campionessa.
Grazie Andrea, in bocca al lupo per tutto!

Angelo Bonacci – Master Trainer