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Il Coaching migliora la qualità della tua vita!

febbraio 8, 2012   Posted by: Staff Prometeo Coaching

Coaching, autorealizzazione e… felicità!

neveCiao a tutti!

Nevica incessantemente da giorni e la permanenza forzata a casa mi spinge a dedicare più tempo al blog.

L’occasione è veramente ghiotta per tornare a parlare di obiettivi, di Coaching e di come entrambi possano aumentare il proprio grado di felicità.

Oggi vorrei cominciare con il domandarci… “Cos’è esattamente la felicità?”

E’ possibile migliorare il proprio grado di felicità?

E ancora… felici si nasce o si diventa?

Mai, come in quest’ultimo contesto storico, la felicità costituisce oggetto di studi, ricerche e riflessioni; ed infatti, filosofi, biologi, psicologi (e Coach) si dedicano con costanza allo studio ed alla conoscenza di questo particolare stato d’animo di così difficile definizione, aperto a mille interpretazioni soggettive.

Come la saggezza e l’intelligenza, la felicità non si lascia definire facilmente; conosco persone che rinunciano e si abbandonano a frasi tipiche: “la felicità non esiste!”, “io non sarò mai felice!”

Lavorando da molto tempo con tantissime persone ho avuto modo di capire che la vita è essenzialmente un insieme di emozioni che riusciamo a provare e riconoscere attraverso la nostra intelligenza emotiva.

Ho imparato, per esempio, che guardando in faccia le persone “autorealizzate” si può scoprire che la felicità esiste per davvero!

Ma cos’è esattamente l’autorealizzazione?

L’autorealizzazione è la capacità di conoscere, esprimere e sviluppare le nostre personali Potenzialità. Queste, fondendosi con le nostre conoscenze e i nostri “saper fare”, ci permettono di esprimere la parte più profonda e “vera” di noi stessi.

Tutta la felicità che deriva dall’utilizzo delle Potenzialità ci porta ad affermare che questa non dipende dall’assenza di disturbi o patologie ma scaturisce dall’espressione e la manifestazione della parte più profonda di noi stessi, nell’utilizzare la nostra “natura più profonda”.

Maslow definiva l’autorealizzazione “l’esigenza di ogni individuo di diventare ciò che si è capaci di diventare” e di “attuare le proprie migliori Potenzialità”.

Quindi, la felicità prima ancora di trovarla nel raggiungimento di un obiettivo la troviamo nell’utilizzo delle Potenzialità, in quelle attività massimamente gratificanti che, purtroppo, non siamo abituati a prendere in considerazione, curare, allenare, utilizzare.

Il Coaching, invece, per sua stessa natura, incoraggia le persone a scoprire e a progettare il futuro desiderato trasformando i desideri in risultati concreti e raggiungibili attraverso l’utilizzo e la valorizzazione delle Potenzialità personali.

Nel Coaching sostenere il cliente a imparare ad ascoltare le emozioni che scaturiscono dal conseguire le proprie mete è alla base di un lavoro ben svolto. L’utilizzo delle Potenzialità personali, però, diventa fattore critico di successo nel raggiungere il fine ultimo del Coaching: la felicità.

Quale felicità potrebbe esserci nel raggiungere un obiettivo attraverso strategie, azioni e impegni che non mi piacciono e non mi gratificano?

Ma non finisce qui…

Occorre porre massima attenzione alle emozioni.

Tutti i traguardi e le mete raggiunti all’interno del processo di Coaching fungono da stimolo e sostegno per lo sviluppo e il cambiamento personale.

Se riuscissimo ad essere consapevoli di queste emozioni positive potremmo trarre maggiori benefici non solo dal piacere di conseguire gli obiettivi ma anche da ciò che diventiamo come individui.

Del resto, come sapete, nel Coaching ciò che conta è lo spirito positivo e l’ottimismo che accompagnano tutto il processo.

Per mia diretta esperienza, il punto di partenza di ogni cliente è rappresentato dal suo Focus, ovvero la realtà sulla quale è focalizzato (intendendo per focalizzazione la concentrazione, l’attenzione che pone nei confronti del problema da discutere, del compito da svolgere, della relazioni da modificare, dell’obiettivo da raggiungere, potenziare e sviluppare).

Di solito la “domanda di Coaching” di un individuo inizia sempre con un problema, una crisi (inteso come un ostacolo) oppure con un desiderio di sviluppo rivolto al futuro (“…vorrei migliorare sul lavoro”, “…vorrei trovare un maggior equilibrio”, “… desidero migliorare la mia relazione con mio figlio”, vorrei riuscire a laurearmi, ecc)

Dentro il problema c’è sempre la volontà e il desiderio di “fare una azione” (espressa dai verbi “vorrei…”, “desidero…”) e dentro la volontà c`è sempre la speranza di trovare una riposta nelle competenze e nelle conoscenze del Coach.

La speranza, in ogni cliente, è di essere stimolato, motivato, accolto ed è proprio qui che il Coach diventa il “mezzo di trasporto” il “facilitatore” utile a trovare nuove soluzioni.

Il pensiero del cliente è sempre rivolto a quella scarsezza di risorse autonome o al sospetto che queste non siano sufficienti.

Ed ecco, quindi, che gli obiettivi, espressi con il proprio Coach, diventano “dichiarazioni scritte”, “contratti con se stessi” e con il proprio alleato/Coach, che fungono da guida verso il raggiungimento di ciò che si desidera ardentemente.

Porsi degli obiettivi (precisi e ben formulati con il proprio Coach) è propedeutico a qualsiasi compito o Piano d’Azione utile a dare forma e direzione alla nostra vita… pena la dispersione e la confusione.

Nella mia conoscenza, le persone sognano cosa fare, cosa ottenere, dove andare, come realizzarsi, quale stile di vita ottenere confondendo i sogni con gli obiettivi concreti, sottovalutando che la differenza maggiore tra un sogno e un obiettivo concreto risiede nel fatto che quest’ultimo è la meta, il punto d’arrivo di una strategia, di un progetto operativo ispirato all’azione.

I sogni, seppur indispensabili perché ispiratori, sono evanescenti, instabili e da soli non possono rendere le persone felici… il rischio è di “vagare senza meta” per una vita intera.

Vorrei chiudere con un concetto importante, che è stato il concetto che mi ha ispirato in questo post… una frase che utilizzo spesso con me stesso:

“non importa dove tu sia stato fino ad oggi, non importa dove puoi essere in questo momento… l’unica cosa che conta è: dove vuoi andare!”

E tu? Quali frasi utilizzi con te stesso? Di quale obiettivo parleresti con il tuo Coach?


Prometeo Coaching | Angelo Bonacci
 Angelo Bonacci – Master Trainer Prometeo Coaching

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4 comments posted in: Coaching   |   Life Coaching
4 comments
  1. Cristina
    feb 08, 2012

    Salve!
    A me piacerebbe capire come posso diventare nel più breve tempo possibile un coach. Vorrei tanto aiutare le persone a stare meglio. Occorre la laurea per diventare un coach? Ho 28 anni e non sono laureata, posso iscrivermi presso la vostra scuola? I corsi iniziano a settembre? Mi date più informazioni?
    Grazie, buona giornata

    • Staff Prometeo Coaching
      feb 08, 2012

      Buongiorno Cristina.
      grazie per il suo interessamento.
      Per diventare Coach Professionista occorre iscriversi
      ad una Scuola di Coaching.
      La nostra Scuola è organizzata su più livelli come può
      desumere consultando questo link
      Per L’iscrizione non occorre la laurea ma è indispensabile
      sostenere un colloqui conoscitivo per valutare insieme
      la possibilità (e la volontà) di sostenere
      il percorso formativo. Il primo livello prevede 80 ore
      di formazione e gli incontri hanno una frequenza di circa un incontro
      al mese per una durata che oscilla dai 4 ai 7 mesi.
      Consultando il nostro calendario, inoltre, potrà scoprire la
      location a lei più comoda visto che la nostra Scuola di Coaching
      ha diverse sedi in Italia.
      Infine una comunicazione importante: se decide di iscriversi
      con un pò d’anticipo potrà usufruire di pagamenti dilazionati e
      sconti interessanti.
      A presto!

  2. Daniela de Meo
    feb 10, 2012

    ciao Angelo
    l’altro giorno, non appena ho visto pubblicato questo post sul blog sono rimasta colpita dalla frase con cui hai chiuso lo stesso…e cioè: “non importa dove tu sia stato fino ad oggi, non importa dove puoi essere in questo momento… l’unica cosa che conta è: dove vuoi andare!”. E’una frase densa di significato per la mia vita, soprattutto in questo momento di graandi scelte personali e professionali e così mi sono fatta questa domanda e mi son chiesta: ” Daniela, a prescindere da dove ti trovi oggi, dove vuoi andare veramente?”
    Mi sono fermata a riflettere non poco e ho cominciato a guardare come in un film tutti i sogni che ho sempre avuto sin da ragazza e che mi hanno accompagnato fino ad oggi e metre osservavo questi sogni, mi sono accorta che molti di essi si sono realizzati perchè ho avuto la capaciità di trasformarli in obiettivi da raggiungere e nel viaggio che ho intrapreso per raggiungerli, posso ricordare di essere stata davvero felice. Altri sogni sono rimasti tali perchè probabilmente non rispondevano a ciò che mi avrebbero fatto stare davvero bene e non sono riuscita a trasformarli in obiettivi e ce n’è ancora qualcuno, almeno un paio importanti che oggi vorrei con tutta me stessa trasformare in obiettivi da raggiungere. Bene, quello che voglio dire per concludere è questo: il tuo post mi ha fornito un importante spunto di riflessione sulla possibilità di realizzare i miei sogni e cioè che nella mia vita potrò dire di avere davvero un sogno da realizzare, quando sarò in grado di trasformarlo in un obiettivo da raggiungere, quando potrò tracciarne il piano di azione e seguirlo fino alla realizzazione piena di questo. Mi hanno sempre detto che sono una grande soognatrice. Io l’ho considerato sempre un pregio, non un difetto, una mancanza di contatto con la realtà ed oggi ancor di più so che non lo è perchè un sogno per me è un obiettivo raggiunto. Buona serata tutti e a presto!

  3. Angelo Bonacci
    feb 11, 2012

    Ciao Daniela,
    grazie per il commento.
    Viva i sognatori e le sognatrici!
    Se non ci fossero i sogni, le mete da raggiungere la
    vita sarebbe molto meno avvincente e interessante.
    Nel Coaching la trasformazione di un sogno in un obiettivo
    concreto è uno degli aspetti più importanti.
    Tutto il rapporto Coach/Cliente si svolge
    sulla scorta di una relazione che possa aiutare
    la persona ad avere prima obiettivi chiari,
    poi Piani d’Azione utili a conseguirli.
    Se non ci fosse quella “sana tensione” che ci porta a
    desiderare un futuro migliore probabilmente non ci
    sarebbe la felicità…
    …e, quindi, senza futuro desiderato, non
    esisterebbe neanche il Coaching!
    Continua pure a sognare e a trasformare i tuoi sogni in
    obiettivi concreti,vedrai che la vita ti regalerà
    ancora tante soddisfazioni.
    Ad Maiora!

    Angelo

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