Il Coaching migliora la qualità della tua vita!

Ciao,
come promesso ho scritto questo post per rispondere ad alcune domande che mi avete posto in occasione del Webinar di Successo Mentale Positivo.
Ringrazio lo staff di Successo Mentale e tutti coloro che hanno partecipato nella speranza di poter ripetere presto questa bella esperienza.
Spero di vedervi presto al corso che avete vinto e intanto, se volete, potete continuare a lasciare i vostri commenti sotto il post.
Ad maiora!
Angelo
Luisa Oreglia
Ciao Luisa, condivido al 100%! Non esistono domande interessanti e domande meno interessanti. Le domande sono sempre frutto di un interesse personale che un Coach deve saper ascoltare e comprendere. Nel Coaching di stampo umanistico le domande sono importantissime e nel blog parlo spesso della loro importanza nella relazione di Coaching.
Vengo alle tue domande…
La prima: come iniziare a fare Coaching?
Da sempre la nostra Scuola di Coaching si interessa dell’occupazione dei Coach Professionisti che negli hanno ha certificato. Moltissimi Coach italiani, a qualsiasi livello, infatti, non riescono ad avere “clienti”.
L’osservazione costante delle dinamiche occupazionali dei Coach Professionisti da noi certificati, ci spinge in realtà a dedicare particolare attenzione anche agli aspetti formativi legati alla promozione del proprio brand, alla reputazione on line e al modo di interagire col mercato. Avere clienti e iniziare a fare Coaching in modo continuativo dipende, secondo la nostra esperienza, dal grado di consapevolezza circa l’importanza di costruire un piano di Marketing e un piano della comunicazione necessari per garantire un flusso costante di occasioni commerciali.
Per quanto riguarda il capire se si è bravi…
Quando insegniamo ai Coach “la relazione di Coaching” evitiamo sempre di eccedere con le tecniche; prima d’ogni altra cosa insegniamo agli allievi-Coach che il Coaching parte dalla capacità di strutturare una relazione soddisfacente. Ascoltare attivamente il cliente permette di comprendere se l’azione che si sta svolgendo soddisfa le aspettative del cliente.
L’ascolto delle emozioni, che di certo dovrebbero accompagnare tutto il processo di Coaching, è in grado di avvertire il Coach se sta svolgendo un buon lavoro, con un particolare riguardo alle emozioni positive. In altre parole, cara Luisa, sarà proprio il cliente a rispondere alla domanda che tu poni.
Ciao Luisa, in bocca al lupo!
Emanuele Palozza
Ciao Emanuele,
a me sembra che tu sia già abbastanza consapevole in ordine al giusto comportamento da tenere per conseguire un obiettivo; azioni, scadenze, progetti sono un aspetto cruciale.
Se stessimo facendo Coaching, ti chiederei di approfondire meglio la tua consapevolezza in modo da poter scegliere comportamenti diversi, in antitesi con quelli che mi sembrano essere degli automatismi comportamentali.
Subito dopo aver fissato gli obiettivi ti chiederei anche di definire un preciso e ordinato piano d’azione.
In altre parole t’inviterei a condividere l’importanza del programma (e del processo) indispensabile per conseguire l’obiettivo in maniera efficace.
La strutturazione di un buon piano d’azione è appunto un momento cruciale nel metodo del Coaching.
Grazie!
Nicoletta Quagliotto
Ciao Nicoletta,
innanzi tutto mi sembra di capire che nella tua domanda ci siano due temi da affrontare.
Cerco di ragionare sulle questioni che poni.
“Come individuare la sottile (che poi “sottile” non è) linea che differenzia un coaching mediocre da un grande Coaching!”. Secondo me si può fare solamente misurando il grado di soddisfazione e di felicità del cliente…
Il Coaching è soprattutto una competenza relazionale che si estrinseca nella capacità di strutturare una relazione efficace con il cliente (o Coachee se preferisci). Quindi, il “Coaching straordinario” è quello che riesce da un lato a rendere protagonista il cliente (con le sue istanze, le sue pulsioni e i suoi obiettivi) e dall’altro quello di concentrarsi sulle sue potenzialità personali facendo il possibile logicamente per individuarle, allenarle e valorizzarle.
“Come capire che la strada non è giusta?”
A mio giudizio lo si può fare unicamente attraverso l’ascolto attivo. E’quest’ultimo che ti permette, senza alcun indugio, di essere maggiormente consapevole delle emozioni.
Cara Nicoletta, porrei direttamente al cliente delle domande esplorative semplicissime. Per esempio: “Ti piace la strada che stai percorrendo? Quanto ti gratifica percorrerla? …”Poi mi metterei in ascolto profondo della risposta cercando di comprendere quali modifiche e quali piani d’azione lo renderebbero più coinvolto, più interessato e più felice.
Ciao Nicoletta, grazie!
Amerigo Mancini
Ciao Amerigo e grazie per la domanda.
Da sempre nella nostra Scuola di Coaching poniamo moltissima attenzione alla qualità della relazione prima ancora di entrare nel merito della tecnica specifica del Coaching. La nostra Scuola si caratterizza difatti per l’approccio “umanistico” della disciplina.
Agli allievi-Coach insegniamo a mantenere vivo l’interesse sulla persona prima ancora di considerare i suoi problemi, i suoi obiettivi e le mete desiderate. Nella relazione di Coaching, quindi, è indispensabile che il Coach non caschi nell’errore di “vedere il problema” dimenticandosi del cliente.
Nella mia esperienza di Coach osservo quotidianamente come l’individuo tende a decidere quali sono i suoi percorsi d’autodeterminazione sviluppando la necessaria capacità per autogovernarsi. E’ su questo quadro generale, riguardante il protagonismo del cliente, inteso come persona, che siamo tenuti a concentrare la nostra attenzione di Coach.
Nel “nostro” Coaching non si usano tecniche di persuasione per gestire la relazione. Gli unici obiettivi degni di attenzione sono appunto quelli che ha il nostro cliente… il nostro obiettivo, da coach, è riconoscere il cliente come persona!
Ciao Amerigo, continua a seguirci.
Daniela Delogu
Ciao Daniela.
Subito devo dire che ho riflettuto sulla tua domanda, che non sembra complessa ad una prima lettura ma lo è parecchio, per arrivare a darti una risposta che, ci tengo a puntualizzare, rimane il frutto di un mio modo di “vivere il Coaching”.
Nel Coaching non ci sono consigli, non ci sono ricette miracolose, il cliente rimane sempre l’unico protagonista e soprattutto (aspetto per me fondamentale) il coach non ha obiettivi sul cliente!
L’autorealizzazione del cliente rimane il fine ultimo di un processo di Coaching.
Mi spiego meglio riferendomi specificatamente alla tua domanda. Cercare di far capire qualcosa a qualcuno che non ha voglia di capire rischia di attivare un processo che rimarrà solo di natura cognitiva e, in uno stadio più avanzato, si potrebbe innescare addirittura un conflitto.
Per cambiare (o scegliere qualcosa di diverso) occorre consapevolezza emotiva e sufficiente motivazione.
Nella mia lunga esperienza, quelle volte che ho cercato di argomentare con il cliente solo con delle spiegazioni ho miseramente fallito. C’è poi un aspetto che a qualcuno potrebbe addirittura suonar strano quando affermo che esiste il Coaching solo ed esclusivamente se esiste una “domanda di Coaching”; una domanda che sta alla base “del rapporto Coach-Cliente.
E’ lo stesso Cliente, secondo me, che deve “chiedere un cambiamento”, auspicarlo per conseguire uno stadio di felicità superiore.
Senza quest’indispensabile elemento si rischia di avventurarsi in un processo di Coaching inefficace o utilizzare il Coaching dove, oggettivamente, andrebbero utilizzate discipline più vicine all’ambito psicologico.
Grazie per il tuo intervento.
Ciao, ciao…
Angelo Bonacci – Master Trainer Prometeo Coaching
Ecco una breve selezione di post per continuare a leggere:
Diventare Coach? …e poi? Fai volare il tuo Business con il marketing del passaparola! Coaching Webinar | Angelo Bonacci
Grazie Angelo per la risposta e per tutte le risposte che ho letto. Complimenti per l’amore e la passione che trasuda da ogni poro delle tue parole. Non solo questo blog è scritto bene ma è anche curato bene in tutti i dettagli.
Grazie a tutti voi di Prometeo Coaching per portare l’esempio di un lavoro fatto con passione e romanticismo.
Amerigo
Grazie Amerigo, amiamo il Coaching e cerchiamo di
svolgere il nostro lavoro con serietà e passione.
Spero di conoscerti presto per uno scambio.
ciao
Angelo Bonacci